Non voglio esordire nella solita maniera... credo che da quando esista Facebook oramai questo blog non abbia più visitatori da una vita...
L'ultimo post risale a Novembre, a rileggerlo ora mi sembrano passati almeno due anni,ma ricordo quel momento come ieri...
Per raccontare quante cose sono successe in questi ultimi mesi mi servirebbe almeno una giornata...
Oggi è una calda e afosa giornata di giugno, scrivo dall'aula di informatica del Se.Bi. e credo che sia l'ultima cosa che farò oggi, prima di tornare a casa, attaccarmi una flebo al braccio e non sentire più nessuno. Sono stanco e sull'orlo di una crisi di nervi---
Ma facciamo un salto indietro... In un bel giorno di metà marzo, quasi in tranche, all'università ho fatto domanda per l'Erasmus, destinazione Debrecen, Ungheria. Diciamo che l'ho fatta così, per gioco (vista la mia media e i miei esami) senza pensare al fatto se mi avrebbero preso o meno...esame di lingua inglese passato con successo e la fatidica notizia arrivò dopo un po': ero stato preso insieme ad un mio compagno di corso. Da quel giorno le mie (a volte stupide) preoccupazioni sono incrementate di giorno in giorno, quando pensavo a come sarebbe stato vivere per un anno fuori in una realtà completamente diversa dalla mia... come sarebbero stati gli esami... se avrei avuto problemi con la lingua... come avrei fatto per i pulire e stirare i vestiti, dato che non ho mai fatto una lavatrice...
Ma oramai il dado era tratto; non sono la persona che si tira indietro davanti ad una sfida e ho deciso di accettare e firmare il contratto. Partenza preveista: 21 agosto 2009 circa. Previsto ritorno: 7 luglio 2010.
Proprio ora sono incasinato tra scartoffie e controscartoffie, documenti da compliare e spedire e programmi di studio da consegnare... Forse entro oggi riesco a portare a termine il tutto.
Ripensando all'ultimo mese poi, mi vengono ancora i brividi per tutte le emozioni che ho provato. Ma facciamo un altro salto ancora più indietro... Era una sera di novembre a Spoltore. I miei "capi" dei Giochi del Mediterraneo organizzarono una cena al ristorante Notino e alla fine della serata conobbi una ragazza, di cui subii subito il fascino. Ma la fama di "marpione" (in senso buono, ovviamente) mi ha portato ad aggiungere questa ragazza, che d'ora in poi chiamerò S, subito a Facebook... l'ho rivista un altro paio di volte a qualche cena, fino a giocarmi tutte le carte che avevo in mano. Iniziai a frequentare l'ufficio del comitato dei Giochi, dando una mano a fare qualche colloquio ai volontari. Abbiamo iniziato a vederci più spesso, ci scambiammo i numeri e iniziammo ad uscire qualche volta. Io sapevo che era fidanzata da qualche mese con un "ragazzo" francese e come sempre le cose più complicate me le vado a cercare e loro cercano me, come una calamita... Siamo andati due volte al mare e iniziava a crearsi un certo feeling.
Fino ad arrivare a domenica 21 giugno 2009; S era da qualche mese che voleva andare a pranzare ad un ristorantino vicino Celano, allora la portai prima ad Ovindoli e, dopo pranzo, alla Madonna di Pietracquaria, dove ci siamo baciati per la prima volta, abbiamo parlato per ore della nostre reciproche situazioni (io con l'erasmus e lei con il "ragazzo" e il lavoro a Disneyland) dato che in settimana sarebbe partita e non l'avrei vista per almeno sei mesi (forse), rimanendo che ci saremmo rivisti quando sarei tornato e avremmo visto come erano cambiate le nostre vite reciproche. Il giorno dopo, lunedì, ho cominciato il lavoro di team attachè dello Chef de Mission della Bosnia per i Giochi del Mediterraneo. Ma lo stress ha avuto il sopravvento: il terzo giorno, dopo essere andato alla laurea di Giulia, ho iniziato ad avere dolori addominali, mi hanno subito portato all'ospedale di Chieti, dove mi hanno diagnosticato un'appendicite acuta con ricovero immediato. Ma la sera dovevo/volevo vedere S, perchè la notte stessa aveva il volo per la Francia, che la avrebbe portata via da me per tanto-troppo tempo. Quindi, nella maniera più incosciente possibile, soprattutto per un futuro medico, firmai l'uscita dall'ospedale praticamente solo per passare la mia ultima oretta con lei. Quando S mi ha pianto sulla spalla i dolori sono temporaneamente scomparsi, per poi ri-acutizzarsi nel momento in cui ci siamo dovuti dire Arrivederci... Il giorno dopo sono tornato immediatamente ad Avezzano, sull'autostrada era un pianto ed una rabbia continui, consapevole del fatto che in un giorno perdevo due cose a cui tenevo veramente tanto (S e i Giochi); rischiavo la peritonite e fui operato d'urgenza e nei 3 successivi giorni dovetti stare a digiuno totale... La mancanza di S la sentivo tanto... In una settimana sono tornato alla mia vita "normale" fatta di università e di libri, ma da quel maledetto mercoledì sento dentro di me una mancanza, un vuoto incolmabile, consapevole di aver perso la mia "Appendice"... E solo ora mi rendo conto che avrei potuto/dovuto rinunciare al mio sogno dell'Erasmus solo per stare con S. E glielo avrei dovuto dire subito...ma purtroppo non ho avuto 4 coglioni per farlo...
"Sembri un uomo distrutto dai pensieri, dalle sigarette e dalle donne" mi ha detto un mio amico qualche giorno fa'.... forse non ha tutti i torti...
CIAO S.... MI MANCHI TANTO... SEI SEMPRE NEL MIO CUORE E NEI MIEI PENSIERI...



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